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“Così il ritorno al nucleare”
martedì 22 settembre 2009
Si parte con l’Agenzia. I tempi saranno rispettati. Il ruolo di Sogin ed Enea. Al lavoro sulla Conferenza. A colloquio col sottosegretario di Romina Maurizi

Roma, 18 settembre - Le elezioni regionali non cambieranno, “come adombra qualcuno”, il timing fissato dal Governo per passare alla fase operativa di “quello che noi chiamiamo rinascimento nucleare italiano”. Su questo “l’indirizzo di Scajola è chiaro: rispettare i tempi” fissati dalla Legge manovra n. 99/2009 (QE 8/9). Che significa adottare entro il 15 febbraio il D.Lgs con i criteri per i siti e le compensazioni, così come le delibere Cipe su consorzi e tecnologie. E prima ancora, entro metà novembre, lo statuto dell’Agenzia per la sicurezza nucleare. Ma i lavori sono ancora in corso. A parlare così è il sottosegretario al Mse, con delega all’Energia, Stefano Saglia, nel corso di un colloquio con QE sulla strategia nucleare del Governo.

Il percorso, premette, finora “è stato di ampio confronto”: la legge n. 99 è arrivata al termine “di un dibattito parlamentare lungo un anno e mezzo”, nel corso del quale sono state apportate modifiche “che hanno arricchito il testo”. L’esecutivo, assicura Saglia, vuole proseguire su questa strada: quindi trasparenza con l’informazione “ma su fatti compiuti”, confronto con i territori e collaborazione con le istituzioni. Perché anche se la legge affida al Mse la guida, “non vogliamo scavalcare gli altri attori, uno per tutti il Minambiente”.

C’è poi il rapporto con le Regioni, chiamate a dare un parere in Conferenza Unificata sui D.Lgs attuativi delle delega. Alcune sono in fibrillazione perché la legge non ne prevede l’intesa nell’autorizzazione dei futuri impianti. Ma anche lo sblocca-centrali (legge 55/2002), ricorda Saglia, non lo contempla, eppure “nessun impianto è stato autorizzato contro la volontà dei territori”. Insomma, “lo Stato crede nel progetto nucleare e vuole andare fino in fondo, anche laddove dovessero nascere delle opposizioni ‘strumentali’. Ciò non toglie che siamo perfettamente consapevoli che o è largamente condiviso o avremo ostacoli grandi”. Perché, pur se previsto, “faremo di tutto per evitare di esercitare il potere sostitutivo. Apriremo un dialogo con le Regioni per far capire che ospitare una centrale è un’opportunità economica, industriale e di ricerca”. E’ chiaro pero che “non è più il nucleare di 30 anni fa: oggi alla raccolta del consenso dovrà partecipare in maniera decisiva anche l’azienda che proporrà l’impianto”. E in effetti se il Governo dovrà adottare il D.Lgs con i criteri per individuare le aree idonee, spetterà però poi agli operatori scegliere i siti veri e propri.

Ma il provvedimento è calendarizzato per metà febbraio e non arriverà prima di allora. La bozza di D.Lgs che QE ha anticipato ha comunque aperto il dibattito. Saglia coglie quindi l’occasione per dire che “il decreto conterrà criteri di esclusione e preferibilità”. Va da sé che “sarà determinante un adeguato collegamento alla rete, così come la presenza abbondante di acqua”. Mentre “non ci sarà alcuna preferenza per gli ex territori nucleari: saranno trattati al pari degli altri”. Così è invece scritto nella bozza, ma il sottosegretario precisa che ci potranno essere delle differenze tra il lavoro preparatorio condotto dal Comitato di nuclearisti, istituito da Scajola col compito “prezioso proprio di aiutare il Mse a stendere i provvedimenti attuativi”, e i testi finali. Il Comitato “rassegnerà infatti il suo lavoro al Dipartimento Energia del dicastero e alla DG nucleare, nonché al ministro e al sottosegretario per le successive valutazioni tecnico-politiche e l’espressione del concerto degli altri ministeri”.

In ogni caso, il primo atto del piano nucleare non sarà il D.Lgs attuativo della delega, ma lo statuto dell’Agenzia atteso entro metà novembre. “Ed è questo il vero testo che abbiamo pronto, già collazionato dal tavolo degli esperti con l’ufficio legislativo del Mse e che verificheremo in maniera approfondita col Minambiente prima di emanarlo”. Il provvedimento, anticipa, disegna un’Agenzia che, pur essendo governativa, avrà “un’autonomia decisionale molto spinta”. Autonomia che, ad esempio, si tradurrà “simbolicamente nella previsione di una relazione annuale a Governo e Parlamento. Ma soprattutto affidando importanti responsabilità al direttore generale”. Con successivi provvedimenti arriveranno poi il collegio dell’Agenzia e il regolamento.

Lavori in corso anche sulle delibere Cipe sui consorzi e le tipologie delle centrali. La prima, dichiara Saglia, “è più urgente” e “noi siamo molto favorevoli affinché anche la domanda, con gli energivori protagonisti, entri nella partita”. La delibera sulle tecnologie verrà a valle dell’Agenzia e “non faremo una scelta univoca perché le 4 tecnologie più significative possono essere idonee. Al Governo non sfugge comunque che la proposta Enel-Edf ha dei punti di forza perché c’è uno scambio ormai da anni di competenze e conoscenze”. Detto questo, prosegue, la missione di Scajola negli Usa è la dimostrazione che in Italia “c’è spazio anche per gli altri”. A Washington il ministro firmerà con i segretari al Commercio e all’Energia “un memorandum d’intesa sulla ricerca nucleare e sulla collaborazione industriale”. Non ci sarà un accordo tra aziende ma ormai non è un segreto che Ansaldo Energia, titolare di un contratto di esclusiva in Europa con Westinghouse, parteciperà al viaggio (QE 16/9).

Quanto alla disciplina per il decommissioning del nuovo nucleare (il vecchio continuerà a farlo l’attuale Sogin) e ai criteri per il deposito scorie, saranno inseriti in un altro D.Lgs. Sembra però trovare conferma l’indiscrezione che servirà un supplemento di indagine. Il sottosegretario si limita a dichiarare che “è ancora oggetto di discussione a chi mettere in capo alcune fasi del decommissioning (Stato o aziende)”.

Sulla partita del smantellamento del nuovo nucleare pesa anche il ruolo che giocherà Sogin una volta che ne saranno rideterminati compiti e funzioni. L’ipotesi in campo prevede di conferire la parte ingegneristica a Finmeccanica-Ansaldo Nucleare. Su questo, rivela Saglia, è in atto un confronto tra il Governo e il gruppo genovese che tuttavia vorrebbe avere la maggioranza del nuovo soggetto che si andrà a creare.

Anche la nuova Enea continuerà ad occuparsi di nucleare: “dovrà fare un sacrificio offrendo all’Agenzia 50 persone di altissima qualità, ma questo non significa”, assicura, “uscire dalla ricerca nucleare perché l’Agenzia ha compiti di vigilanza, sicurezza e radioprotezione, ma non di ricerca”.

Sullo sfondo proseguono infine i preparativi per la Conferenza Energia e Ambiente. “Stiamo lavorando insieme al Minambiente. Non c’è ancora una data, ma si partirà entro l’anno. Dovrebbe essere”, dice il sottosegretario, “una conferenza virtuale, permanente che comincerà con un Libro Verde che il Governo propone al Paese; poi una consultazione pubblica on line; quindi la trasformazione del Libro Verde in Libro Bianco. Se ci riusciremo daremo una strategia di lungo respiro al Paese per arrivare al mix 50% fonti fossili, 25% rinnovabili, 25% nucleare indicato da Scajola come obiettivo al 2030”. Una cosa è certa, conclude Saglia, “per avere tutto questo serve una grande sintonia tra Mse e Minambiente”.
 
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